La colpa è solo nostra.

L’Italiano medio crede che il problema sia la politica, il Governo. No, il problema siamo noi.

Siamo noi che vogliamo essere pagati per non lavorare.

Siamo noi a voler andare in pensione a 62 anni.

Siamo noi a investire soldi senza due diligence ed a pretendere che lo Stato poi salvi le banche se falliscono.

Siamo noi a chiedere di salvare aziende decotte per orgoglio nazionale, e poi comprare prodotti o servizi altrove, perché di qualità migliore o maggior convenienza.

Siamo noi che ci lamentiamo delle madri di famiglia che lavorano nei giorni festivi, ma poi il giro al centro commerciale la domenica è un must.

Siamo noi a lamentarci dei negozi in centro che chiudono, ma non ci perdiamo un Prime Day.

Siamo noi a volere le manette per gli evasori, sebbene esistano tasse che almeno uno di noi su cinque non paga.

Siamo noi i primi a lamentarsi dei raccomandati, per poi elemosinare favoritismi o cercare scorciatoie appena si presenta l’occasione.

Siamo noi a mitizzare i decenni passati (il Ventennio/gli anni ’50/’60/’70) come una sorta di periodo felice, quando in realtà erano periodi in cui molta gente non aveva nemmeno il bagno in casa.

Siamo noi che ci preoccupiamo per l’ambiente, quando nemmeno ci sforziamo di fare bene la raccolta differenziata.

Siamo noi a scrivere che internet e la tecnologia stanno rovinando i valori dell’Umanità, ovviamente postandolo sulla nostra bacheca social.

Siamo noi ad avere paura dei barconi che ci invadono, per poi concedere con nonchalance la cittadinanza a chiunque abbia un lontano parente nato in Italia.

Siamo noi a non volere l’Europa o il MES, ma saremo i primi a tirare la giacchetta quando andremo sotto, perché “devono salvarci”.

Siamo noi che ci lamentiamo del “liberismo” che ci opprime da sempre, pur vivendo in un paese dove 40 anni fa lo Stato produceva addirittura maglioni e panettoni, ed ancora oggi una consistente percentuale della borsa valori è dato da aziende in parte o totalmente statali.

Siamo noi ad essere ipocriti.

La politica è solo una grottesca estensione delle nostre idee, dei nostri desideri, delle nostre paure, dei nostri pregi e difetti. Lo è sempre stata.

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